HomeSweetHome bed & breakfast in Oltrepò Pavese

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Una passeggiata ecologica, un cammino di milioni di anni

Oltre il Po, venendo da Milano o da Pavia, lasciata la pianura con le sue ordinate colture, le sue risaie regolari, i pioppi che accompagnano canali e confini, si assiste come per incanto ad un graduale e costante cambiamento dello scenario naturale.
Le colline partono che quasi non te ne accorgi e te le ritrovi ad accompagnare un paesaggio che sale e si arrampica pian piano, dolcemente, tra i torrenti Staffora ad ovest, Versa ad est, in un triangolo ideale la cui base può essere la via Emilia e il vertice i monti intorno a Varzi, a Zavattarello, a Bobbio:

  • il monte Lesima, con i suoi 1724 metri, 36 Km in linea d'aria al mar Ligure. Di qui passò Annibale, con i suoi elefanti, ancora oggi si può vedere, sopra Pej, “la strada di Annibale” - e poi Attila, con gli Unni, intenzionato a conquistare Roma
  • il monte Penice, a 180 km dalle principali vette alpine, Adamello. Bernina, Monte Rosa, Gran Paradiso, Monviso. Su queste vette si dice che sorgesse nell'antichità un tempio pagano dove i druidi facevano i loro sacrifici
  • il monte Chiappo, dove si fermavano i viandanti sulla via del sale
  • il monte Calenzone
  • il monte Alfeo, già montagna sacra per i Liguri
  • Il monte Antola, affacciato già in Liguria a mostrare il mare a chi vi si è arrampicato seguendo i sentieri antichi.

Questo territorio è solcato in una bellissima valle ad U dal torrente Staffora, con i suoi 58 km che vanno a coprire 1000 metri di dislivello nei primi 17 km del suo percorso per scorrere per 5 km in pianura prima di sfociare nel Po presso Cervesina, e dai suoi affluenti che fino a 150 fa erano 40.

20000 ettari di questo terreno sono coltivati a vite per le 5000 aziende vinicole locali nei quaranta comuni della fascia vitivinicola; ed è questa la prima immagine che l'Oltrepo ci consegna: filari ordinati e paralleli che salgono e scendono sulle colline, colori cangianti nei diversi periodi dell'anno, canzoni e animazione quando c'è la vendemmia, vecchi e giovani sui rimorchi dei trattori, tracimanti uva, di profumi e di lavoro amato.

Ma non è questo l'unico aspetto dell'Oltrepo.
Incuneato nel punto di snodo geograficamente interessantissimo, offre al visitatore un paesaggio unico al mondo: qui l'Appenino ligure fa partire la catena che attraverserà la penisola e si allaccia senza soluzione di continuità alle Alpi Apuane e all'intero arco delle Alpi che ne disegneranno i confini naturali: dal Belvedere di Montalto, le si può ammirare stendersi dalle Cozie alle cime bergamasche.

In queste zone, dove oggi ci sono le montagne e le colline, c'era il mare. Quando si chiuse lo stretto di Gibilterra e il Mediterraneo divenne un mare interno, i terremoti, l'evaporazione dell'acqua contribuirono a trasformare l'ambiente lasciandolo ricco di minerali; l'acqua scava ancora oggi fossati profondissimi negli orridi che si possono incontrare vicino a san Marcellino, poco lontano da Casteggio, nella valle del torrente Schizzola, lungo le pareti del Rio Fossone, con le sue curve, improvvise cascatelle, meandri che si insinuano nelle rocce dure e lungo le rive ricche di conchiglie fossili; orridi di venti metri anche vicino a Rocca Susella, nella valle del torrente Ardivesta e del Rile di Retorbido.
A Stefanago c'è la “valle dell'Inferno”, dal nome significativo, e anche a Mondondone il Luria scava la roccia.

Lungo questi percorsi si trovano gessi e materiali per l'edilizia, sfruttati per secoli in chiese e palazzi, quali la chiesa di Cecima, in cotto, con il suo splendido portale di dame e di paggi che rievocano gli amori cavallereschi. Ma le argille servirono e servono tuttora anche per scopi terapeutici, abbinate alla purezza dell'acqua termale, pescata a oltre trecento metri sotto il terreno e utilizzata alle terme di Salice. Vicino a Cecima troviamo le grotte di san Ponzo, ricche di stalattiti e stalagmiti, forse rifugio di uomini preistorici. Qui sono stati ritrovati anche resti di una balena fossile e di pescecani. La zona ha fatto riemergere fossili che risalgono a 80 milioni di anni fa e le antiche testimonianze archeologiche si possono visitare nei musei di Casteggio, Stradella, Voghera.

Le formazioni di rocce più antiche, le ofioliti, si trovano nella zona più alta dell'Oltrepo, quella del Brallo, sul Monte di Pietra Corva, a Santa Margherita Staffora e sul monte Lesima: sono i “sassi neri”, ben visibili dalla val Tidone, nel comune di Romagnese. Su queste rocce milioni di anni fa si sovrapposero altri strati di rocce, sabbie e argille più friabili - gli esperti parlano di paleofrane.
Dalle cave di Santa Giuletta si scavò per portare a Pavia l'arenaria per la costruzione di san Michele (foto) e sembra che fin dall'epoca romana ci siano testimonianze di una fabbrica di laterizi a Massinigo, sopra Varzi.